Gruppo X

È ufficiale! da leggere …

Capita di conoscere, attraverso nuove esperienze, delle persone che leggi e fai proprio ciò che hanno scritto. E’ il caso dello scritto di Cri Pasqualetto dove nella sua riflessione ci ritroviamo pienamente.

Sembra quasi di tornare agli anni ’80, dove lo slogan era “prevenire e non curare”, e l’austerità di questi tempi chiede come capita spesso un sacrificio alle fasce deboli e le politiche a rimetterci per prima sono quelle giovanili. E così basta poco tempo per mandare all’aria oltre 20 anni di lavoro perchè l’età giovanile passa ed il nuovo giovane è sempre li che ti aspetta, che cresce, ma noi siamo sempre con meno strumenti per occuparci di loro ed allora succede che ci si  preoccupa dei posti e non ci si occupa più delle persone …..

Buona lettura …

“È ufficiale!
Oramai è CASO discoteche: le discoteche sono ufficialmente la bara dei giovani italiani. È bastato un altro decesso di un giovane in un’altra discoteca per far scattare l’allarme e far agitare il povero Alfano che evidentemente fino ad oggi non era consapevole del fatto che di droga si muore ancora. Che basterebbe farsi un giretto per gli ospedali italiani per vedere che di droga si muore tutto l’anno, da sempre, per complicanze acute (overdose) o per conseguenze a medio e lungo termine (HCV, HIV, cardiopatie, epatopatie, etc etc).
Ma oramai non c’è niente da fare, le discoteche sono il male anche se una ragazza è stata trovata morta in una spiaggia siciliana sembra per conseguenza dell’alcol, anche se qualche mese fa un ragazzo è morto in circostanze non ancora chiare mentre era in gita scolastica a Milano, sotto la tutela dei suoi insegnati.
Ma non c’è niente da fare: il cuore del problema sta nelle discoteche!!!
Come se i ragazzi avessero bisogno di un luogo preciso dove poter fare cazzate. Come se non fosse ovvio che i ragazzi (purtroppo) per sentirsi grandi e liberi devono poter trasgredire e il dove poco conta. Conta solo il con chi!
Mi chiedo se Alfano e chi in questi giorni si straccia le vesti per due decessi nelle discoteche si siano mai resi conto che nel frattempo i giovani hanno continuato a morire fuori dalle discoteche, magari a bordo delle loro auto che guidavano sotto l’effetto di alcool e droga oppure erano vittime di chi guidava sotto l’effetto di alcol e droga.
Il fatto che questi due giovani siano morti in discoteca è solo un caso perché sarebbero potuti morire immediatamente fuori dai confini del luogo dello sballo come è successo l’anno scorso oppure potevano finire la loro serata di follia contro un muro o un albero o giù da una scarpata o anche nel loro letto. Ma sicuramente i giornalisti, sempre in cerca di montare un caso che possa essere tormento estivo, avevano bisogno anche di un luogo simbolo dell’estate e del divertimento.
Ma due casi in Medicina non fanno alcuna statistica: se presenti uno studio con 2 casi qualsiasi comitato scientifico ti ride in faccia.
Certo, sicuramente questa può essere l’occasione per tornare a parlare di un problema serio nei giovani: l’aumento del consumo anche nei giovanissimi di fumo, alcol e droghe varie. Si, i giovanissimi,che non si sa come a 13 anni bevono spritz come fosse succo di frutta.
Dobbiamo parlare di prevenzione? Finalmente. Allora è molto semplice:
innanzitutto iniziamo a fare i controlli sul tasso di alcolemia nel sangue regolarmente ogni notte immediatamente al di fuori di bar e discoteche (invece di fare i controlli con telelaser alle 17 del pomeriggio nella strada di compagna con il limite di 50 km/h);
poi iniziamo a parlarne a scuola con specialisti del settore che sappiano comunicare con i ragazzi, dedichiamo qualche ora a prevenzione e salute affrontando tutti i temi più delicati per gli adolescenti, che sicuramente non si sentono liberi di affrontare con i genitori.
No, onestamente non mi sento di colpevolizzare le famiglie perché al di là della loro stessa capacità di affrontare certe questioni mi chiedo poi se i figli li ascolterebbero e farebbe tesoro dei loro consigli nell’età in cui per eccellenza fai il contrario di quello che ti dicono i tuoi. E diciamocelo, alzi la mano chi si è seduto a tavola a 14 anni a parlare di sessualità (per esempio) con i propri genitori e anche fosse quanti gli avrebbero dato retta.
Chiudere le discoteche non è una soluzione ma è solo un modo assolutamente superficiale di affrontare il problema, perché allora dovremmo chiudere la spiagge, i bar, i parchi, e anche le scuole e non avremmo comunque risolto nulla.
Forse è un modo per qualcuno per pulirsi la coscienza, chiudere gli occhi e girarsi dall’altra parte che tanto Settembre è alle porte e, finite le vacanze estive, non esisteranno più ne le discoteche ne le giovani vittime perché ci sarà altro di cui parlare nei giornali.
Del resto con la fine delle scuola non si è parlato nemmeno più della morte di Domenico (il ragazzo morto in gita scolastica) che ad oggi, a distanza di mesi, rimane un caso irrisolto senza colpevoli: un volo nel vuoto, nella solitudine e nell’indifferenza dove non è stato intrapreso nemmeno un provvedimento disciplinare verso i compagni di classe, responsabili quanto meno di un inaccettabile silenzio.
Ok, chiudiamo le discoteche ma sappiate che è inutile curare il sintomo senza curare la malattia di base.”

Cri Pasqualetto

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