Progetto RSC

Gentile Vanni,

“Ringrazio in particolare te, la volontaria Moira e la Caritas per la disponibilità e la tempestività dimostrata nel rispondere alla nostra richiesta di solidarietà volta ad offrire un luogo ad operatori e bambini coinvolti nel Progetto per l’inclusione e l’integrazione di bambini e ragazzi Rom, Sinti e  Caminanti, dove svolgere le attività didattiche, ludico creative e di orientamento, laddove non è ancora possibile praticarle a domicilio.”

 

“Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti  e caminanti”

Promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e svolto in collaborazione con il Ministero
dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il
Progetto per l’inclusione di bambini e adolescenti
rom, sinti e caminanti si pone all’interno di una
cornice istituzionalmente condivisa, costituita dalla
Strategia nazionale d’inclusione dei rom, sinti e
caminanti 2012-2020, dal Terzo Piano biennale
nazionale di azioni e di interventi per la tutela dei
diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva e dalla
Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.
La proposta progettuale scaturisce dagli esiti positivi
dei processi di confronto avviatisi all’interno del Tavolo di
coordinamento delle città riservatarie della L. 285/97, che
negli ultimi anni ha favorito l’avvio di un percorso di
approfondimento e discussione su temi specifici e lo
scambio sulle buone pratiche a favore di bambini e
adolescenti. Le città riservatarie sono impegnate a
costruire una programmazione comune, che parte dalle
esperienze consolidate in ogni città per arrivare a
delineare un modello sperimentale, monitorabile e
valutabile nel corso d’opera e negli esiti finali.
Le finalità generali del progetto sono:  favorire
processi di inclusione dei bambini e adolescenti RSC;
 promuovere la disseminazione di buone prassi di
lavoro e di saperi;  costruire una rete
di collaborazione tra le città riservatarie che
aderiscono al progetto.
Gli ambiti principali di intervento sono la scuola e il
contesto abitativo (spesso il cosiddetto “campo”).
Nella scuola. Partendo dall’esperienza e dal
riconoscimento delle grandi capacità che ha messo in
campo in questi anni la scuola per rispondere alle
mutate caratteristiche dell’utenza e ai cambiamenti
sociali, il progetto intende offrire strumenti per
potenziarla, affinché diventi ancora più capace di
sostenere le scelte delle famiglie di investire in
istruzione, di essere più inclusiva per tutti e di essere
luogo di partecipazione effettiva di tutti gli alunni e
delle loro famiglie, in specifico degli alunni e delle
famiglie RSC. Una particolare attenzione è data al
miglioramento del clima scolastico nelle sue due
componenti legate all’interazione fra soggetti diversi e
a elementi di tipo organizzativo e gestionale della
classe, puntando su strumenti quali il cooperative
learning, il learning by doing e le attività laboratoriali.
Nel contesto abitativo. Il lavoro nel campo o negli
altri contesti abitativi dei bambini è finalizzato a
integrare gli obiettivi di successo scolastico con quelli
volti alla promozione del benessere complessivo del
bambino in relazione alla sua famiglia. Le attività
cercano quindi di rafforzare il lavoro realizzato
a scuola, ma anche di favorire l’accesso ai servizi
locali delle famiglie coinvolte e promuovere
percorsi di tutela della salute.

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