Gruppo X

Quando anche il Basket fa schifo ….

Alessia ama il basket ma non può giocare:il suo cartellino costa 18 mila euro

I genitori: lasciatela andare in campo dove vuole e con chi vuole. Ingaggiata a 12 anni dal Lussana. Ora ne ha 15, con un ottimo talento.

Alessia Panseri

Alessia Panseri è una ragazza di 15 anni con la passione per il basket. È promettente, ha un talento superiore alla media ed è già nel giro delle nazionali giovanili. La ragazza però in questo momento non sta giocando perché non si riesce a trovare un compromesso tra la sua esigenza di cambiare squadra e le richieste della sua squadra di appartenenza, il Lussana che l’ha tesserata all’età di 12 anni. Un caso che è un esempio di quanto accade a volte nello sport giovanile; al posto di Alessia ci potrebbero essere altri giovani atleti e non necessariamente dei cestisti. Tornando alla ragazza, dopo un anno in prestito all’Albino, la società ha manifestato qualche mese fa la sua intenzione di riavere nelle proprie fila la quindicenne e da quel momento in poi ogni tentativo di mediazione è stato vano. Per svincolarla servono 15.000 euro più Iva (18.300 euro in totale), una cifra che nessuna squadra in questo momento sembra disposta a pagare. «A maggio abbiamo chiarito ai dirigenti che mia figlia non aveva intenzione di tornare – spiega il suo punto di vista la mamma di Alessia, Simona Plebani -. Lei si era trovata bene con Albino e in più eravamo venuti a sapere, attraverso le sue amiche, che c’erano stati problemi gestionali all’interno del Lussana. Molte ragazze, a causa di problemi relazionali con gli allenatori, avevano deciso di smettere o avevano scelto altre società. Noi non ce la sentivamo di far rientrare Alessia in questo tipo di ambiente. Il Lussana è cambiato: una volta dicevano “facciamo giocare tutti e divertiamoci”, ora invece vorrebbero fare uno squadrone per vincere. Altre due ragazze sono riuscite a trovare società disposte ad investire su di loro: Lucia Decortes è andata alla Geas mentre Francesca Putti ha scelto il Milano Basket Stars. Il Lussana dice di aver incassato da loro la stessa cifra che è stata chiesta a noi. Loro però hanno scelto squadre che fanno campionati Elite, hanno aspirazioni diverse da Alessia che vuole giocare solo con la squadra dell’anno scorso».

Alessia con una compagna sulle spalleAlessia con una compagna sulle spalle

La signora Plebani è molto scottata da questa vicenda e ne fa anche una questione di valori: «Quello che è successo recentemente nel Lussana va contro i miei principi, va contro il mio modo di educare. Se non stimo più una persona, come si può chiedermi di far crescere mia figlia in quell’ambiente?». La perplessità è legittima ma le regole vanno rispettate. La società sta facendo leva su una norma che chi firma un cartellino dovrebbe conoscere. «Quando abbiamo tesserato Alessia ci era stato detto: “Non ti preoccupare, noi non abbiamo fermato nessuna ragazza. Quando vorrà cambiare squadra, sarà libera di farlo”. Dopo 3 anni ci ritroviamo a dover versare una cifra che non possiamo e non vogliamo pagare per far giocare mia figlia con le amiche. Io ho provato a offrire 2000 euro, pensavo fosse un buon compromesso. Quando siamo andati in palestra per parlare, loro hanno deciso di chiamare i Carabinieri perché stavamo intralciando l’allenamento». Questo muro contro muro sta facendo male soprattutto alla ragazza: «L’altro giorno siamo andati a vedere una partita e ad Alessia veniva da piangere. Si è girata verso di me e mi ha detto: “Mamma andiamocene perché non posso star qui a vedere loro che giocano mentre io non ho il diritto di scendere in campo”. Io credo che stia perdendo tutta la passione che aveva per questo sport, le stanno facendo scappare la poesia, magari l’anno prossimo smette. È assurdo che le Federazioni tutelino le società e non le atlete».

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1 risposta »

  1. credo che ancora una volta il denaro associato a scarso buon senso serva solo a mortificare giovani talenti….bisogna impedire alle società di vincolare ragazzi che vogliono anche solo provare esperienze diverse da quelle che hanno vissuto.Le Federazioni hanno il dovere morale di tutelare i loro giocatori e di intervenire perchè queste situazioni non si verifichino.Anche nello sport si attua ciò che è triste attualità e cioè che con il potere si radono al suolo tutti i valori e i principi di solidarietà fra le persone!!!!!!

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