Gruppo X

Quando il Basket fa schifo… Terza puntata…

Ecco la terza puntata ….

PALLACANESTRO FAVARO NEGA AD ALCUNI RAGAZZI, LA RICHIESTA PER IL RILASCIO DEL “NULLAOSTA DI PRESTITO” AD ALTRE SOCIETA’ – STAGIONE SPORTIVA 2013-2014
Premetto che prima di giungere a questa pubblicazione, ho cercato tutti i modi possibili per arrivare ad una soluzione silenziosa di buon senso civico; ma dopo mesi di trattative e giunto ad un nulla di fatto, sono costretto ad intervenire come padre e uomo per denunciare gli “abusi psicologici” che vengono perpetuati dalla dirigenza sportiva della Pallacanestro Favaro nei confronti di ragazzi minorenni.
La storia di “N.” si aggiunge all’ennesima triste vicenda di tutti quei ragazzi–atleti che non possono svolgere attività agonistica sportiva in altre realtà, perché ammanettati alla firma di un cartellino presso “Associazioni sportive dilettantistiche non a scopo di lucro”. Nella totale consapevolezza che i ragazzi, nel complesso mondo delle regole dettate dalla giurisdizione sportiva, sono legati alle rispettive società dalla firma del cartellino; questo non giustifica la legalità ed il prevalere di un concetto padronale nei confronti di bambini e ragazzi. Va’ contro qualsiasi valore etico e civile di normale applicazione delle regole di buon senso, il perverso concetto per il quale essere possessori di un cartellino significa essere padroni di un ragazzo. Non lo sono né il padre e la madre, figuriamoci se lo sono queste associazioni sportive. Forse quest’ultime vengono gestite, mascherate o confuse con società sportive professionistiche, nelle quali altre dinamiche intervengono nella gestione della futuribilità degli atleti. L’obbligo ed il dovere delle associazioni sportive dilettantistiche è quello di far crescere bambini e ragazzi in un ambiente sano ed armonioso, in cui tutte le componenti società-genitori-atleti-istruttori devono contribuire all’obbiettivo comune della crescita umana e sportiva di ciascun atleta. Se questo equilibrio è rotto da uno di questi componenti, il fallimento e l’abbandono del ragazzo a proseguire l’attività sportiva è alle porte. Dobbiamo renderci conto che ogni bambino o ragazzo che sia, è un essere “unico” e questa “unicità” deve essere rispettata. “N.” come altri ragazzi della sua età, desidera e sogna di diventare un bravo giocatore di basket. Nella sua personale scelta e convinzione, “N.” ha interiorizzato il fatto che per potersi esprimere deve giocare in un gruppo omogeneo, ma è ben consapevole che per migliorare deve confrontarsi in un campionato nel quale incontrerà ragazzi più bravi e preparati. Al seguito di colloqui personali con ragazzo e genitori in cui si sono espresse le ragioni umane e tecniche per cui “N.” vorrebbe partecipare al campionato U17 Eccellenza con la società Dolo Dolphins, la dirigenza della Pallacanestro Favaro si ostina ed impedisce al ragazzo di potersi allenare e giocare nello sport che più ama. E’ vergognoso manifestare questa bassezza e meschinità umana, dichiarando al ragazzo che se rilasciano il nullaosta per prestito, questo scatenerebbe un effetto domino per il quale altri atleti farebbero analoghe richieste. E’ inammissibile e di violenza psicologica incommensurabile, replicare ai ragazzi che se non giocano per la società Favaro essi possono cambiar sport e/o andare a giocare a bocce. Con queste gelide risposte che manifestano palesemente la più totale mancanza di rispetto e sensibilità nei confronti dei propri atleti, la dirigenza tecnico sportiva della Pallacanestro Favaro fa pesare il fallimento delle scelte umane, tecniche e sportive sulla possibilità che molti ragazzi possano prendere in considerazione l’opportunità di giocare in prestito per altre società. Non si possono usare le regole dettate da una disposizione federale a proprio piacimento prendendosela con alcuni atleti cosiddetti “d’interesse societario e/o futuribili”, mentre altri ragazzi vengono usati come polvere spazzata nella pattumiera. Dove sono finiti tutti i ragazzi e le rispettive squadre delle annate ’93-‘94-‘95-‘96-‘97-’98? A seguito di quanto descritto e comunque speranzoso che la ragione prevalga sempre sulla malignità umana, concludo e consiglio a tutti i genitori di documentare e far sottoscrivere alla società nel momento della firma del cartellino (Passaggio dal minibasket al basket giovanile U13), la possibilità di rilasciare il nulla osta per non trovarsi un domani ad affrontare queste spiacevoli e disgustose esperienze.
Enrico Costantini (Venezia 29.10.2013)

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