Gruppo X

Aiuto Riviera : Presidio Solidale per la Ricostruzione della Nostra Riviera, Domenica 2 Agosto : Una rappresentanza del Gruppo X sarà presente

Appuntamento in fornace per conoscersi e confrontarsi.

Domenica 2 agosto dalle 16,00 alle 24,00 in via E. Tito 24.presidio

-Angolo Offerte / Richieste (Materiali, Mobilio, Beni di Prima Necessità)

-Area cibo e bevande per raccolta fondi

-Sottofondo musicale con dj set

Ricostruzione: i soldi ci sono, Governo e Regione rispondano
Sulla ricostruzione occorre fare chiarezza fra le molte, troppe chiacchiere ed ottenere dei fatti.
3 milioni di euro quelli finora stanziati dalla Regione, forse 2 milioni quelli messi dal Governo Renzi; praticamente poche briciole a fronte della stima di 180 milioni di danni, che verranno distribuite chi sa come e chi sa quando. Lo stanziamento di queste esigue somme suona più come un insulto che come una soluzione perché invece i soldi ci sono e sono pure tanti. Basti pensare che per i costruttori della Orte-Mestre, l’autostrada che distruggerà definitivamente la Riviera, ci saranno sconti fiscali per quasi 2 miliardi. Ma invece di togliere le tasse a chi è rimasto senza niente non se ne parla nemmeno, anzi il governatore Zaia e la giunta regionale propongono il ricatto della tassazione forzata di massa attraverso l’imposta sulla benzina. E che dire dei 6 miliardi sperperati per il MOSE, o degli oltre 4 miliardi stanziati di recente dal Governo per altre opere inutili che sono solo mangiatoie per i soliti noti? Tutto questo crediamo sia inaccettabile e che sia doveroso divulgarlo.

L’ IDEA DI UN PRESIDIO IN FORNACE:
Si pone il sogno di ricostruire il tessuto sociale dei luoghi colpiti dal tornado e non solo, di porre le basi per divenire attori principali di un cambiamento e non come comparse ben disciplinate all’interno di un copione già scritto il cui leitmotiv si incentra nelle speculazioni e lo sfruttamento intensivo del territorio.
In altre parole si tratterebbe di accettare una sfida per ricostruire tutto ciò che ci spetta.

Una preoccupante “nuova normalità” meteorologica:
Occorre prendere coscienza delle conseguenze nell’odierno modello di sviluppo rispetto agli sconvolgimenti del clima.
Dobbiamo adattarci a una “nuova normalità”. La chiama così il meteorologo Luca Lombroso, per farci capire che i cambiamenti climatici e le loro conseguenze sulla vita sono una realtà con cui dobbiamo fare i conti. Si tratta di una condizione “irreversibile. Il danno è già stato fatto”, dice.
Una testimonianza concreta e tragica di quello che significa ha sconvolto la Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia. Un violento Tornado – classificabile EF4 secondo l’Arpav, nella scala Enhanced Fujita che va da 0 a 5 – ha distrutto case e ville venete tra Dolo, Mira e Pianiga, facendo un morto a Sambruson, un ferito grave, e circa novanta feriti.
Ma non si tratta di un caso isolato. Aprendo stamattina le pagine web dei quotidiani locali si leggevano tre titoli uno dopo l’altro: “Tromba aria nel veneziano, un morto e feriti”; “Frana su strada vicino Cortina”; “Romeno muore per colpo di calore”. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, quotidianamente.
Nemmeno la tromba d’aria della Riviera del Brenta è una novità, spiega Lombroso. “Questi fenomeni, tipici delle medie latitudini, si formano quando si presentano contemporaneamente alcune particolari condizioni climatiche: l’aria calda e umida, l’ingresso di aria fredda in quota (la cosiddetta “ondata di caldo”) e la confluenza di venti da nordest, la bora, con i venti caldi dall’Adriatico”. E anche la traiettoria seguita dalla tromba d’aria di ieri sera è simile a quella di altri episodi: partita dalla terraferma, si è spostata verso il mare.
Edifici e strutture che non sono pronti a subire questi attacchi, continua Lombroso: “Il nostro tessuto urbano non è predisposto ad affrontare queste situazioni, come è invece negli Stati Uniti, dove la comunità si è organizzata per far fronte a un fenomeno che ci si aspetta. Questo vale sia per le case e le opere pubbliche minori, che per le grandi opere”.
E’ un dato ormai inarrestabile, davanti al quale è possibile, secondo Lombroso, intraprendere solo due strade: “Imparare a convivere con questi fenomeni, attrezzandosi, e dall’altro, evitare che peggiorino. Immaginate che tra 50 anni, continuando così, queste ondate di caldo potrebbero sembrare ondate di fresco”.
Una “normalità” che dobbiamo, tuttavia, mettere in discussione, portando una forte critica al sistema che ha prodotto questa realtà e trovando delle vie d’uscita che portino altrove. Ci uniamo all’appello della rete dei comitati della Riviera del Brenta, Opzione Zero, che chiede un’assunzione di responsabilità: “Basta parlare di tragiche fatalità”. L’uso smoderato di combustibili fossili e lo spreco delle risorse naturali, il consumo di suolo e la cementificazione della nostra Regione sono tra le cause che hanno portato all’aumento della frequenza e della violenza di questi fenomeni climatici estremi. “Il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione delle superfici, oltre a rendere il territorio più vulnerabile dal punto di vista idraulico, favoriscono anche la formazione delle cosiddette “isole di calore urbano”, un aumento della temperatura dell’aria sopra le zone più cementificate che va ad alimentare proprio le trombe d’aria – si legge nel comunicato di Opzione Zero -. Insistere con le trivellazioni per estrarre petrolio, favorire la costruzione di nuove autostrade, dare via libera ad operazioni come Polo Logistico a Dogaletto o Veneto City significa riproporre politiche vecchie, inadeguate, e soprattutto irresponsabili”.

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From: Rio Adrenalink <rio@adrenalinktattoo.com>
Date: 31 Jul 2015 09:48:09 CEST
To: Matteo Stocco <stocccomatteo@gmail.com>

Ricostruzione: i soldi ci sono, Governo e Regione rispondano
Sulla ricostruzione occorre fare chiarezza fra le molte, troppe chiacchiere ed ottenere dei fatti.
3 milioni di euro quelli finora stanziati dalla Regione, forse 2 milioni quelli messi dal Governo Renzi; praticamente poche briciole a fronte della stima di 180 milioni di danni, che verranno distribuite chi sa come e chi sa quando. Lo stanziamento di queste esigue gomme suona più come un insulto che come una soluzione perché invece i soldi ci sono e sono pure tanti. Basti pensare che per i costruttori della Orte-Mestre, l’autostrada che distruggerà definitivamente la Riviera, ci saranno sconti fiscali per quasi 2 miliardi. Ma invece di togliere le tasse a chi è rimasto senza niente non se ne parla nemmeno, anzi il governatore Zaia e la giunta regionale propongono il ricatto della tassazione forzata di massa attraverso l’imposta sulla benzina. E che dire dei 6 miliardi sperperati per il MOSE, o degli oltre 4 miliardi stanziati di recente dal Governo per altre opere inutili che sono solo mangiatoie per i soliti noti? Tutto questo crediamo sia inaccettabile e chi sia doveroso divulgarlo.

L’ IDEA DI UN PRESIDIO IN FORNACE:
Si pone il sogno di ricostruire il tessuto sociale dei luoghi colpiti dal tornado e non solo, di porre le basi per divenire attori principali di un cambiamento e non come comparse ben disciplinate all’interno di un copione già scritto il cui leitmotiv si incentra nelle speculazioni e lo sfruttamento intensivo del territorio.
In altre parole si tratterebbe di accettare una sfida per ricostruire tutto ciò che ci spetta.

Una preoccupante “nuova normalità” meteorologica:
Occorre prendere coscienza delle conseguenze nell’odierno modello di sviluppo rispetto agli sconvolgimenti del clima.

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