Gruppo X

LE BESTIE DI COLONIA E GLI SCIACALLI NOSTRANI

LE BESTIE DI COLONIA E GLI SCIACALLI NOSTRANI
Quello che e’ successo a Colonia, e non solo a Colonia, e’ semplicemente orrendo. Un’allucinante violenza di massa su centinaia di donne. Non riesco lontanamente ad immaginare il senso di frustrazione, terrore, umiliazione, che quelle donne provano e proveranno, forse, per sempre. Bene ha fatto il governo tedesco a licenziare per manifesta incapacità’ il locale dirigente di polizia e ad avviare una seria riflessione che porti a misure stringenti sia in senso repressivo che preventivo.
In Germania, comunque se ne analizzino le ragioni di fondo, e’ in corso un grandioso esperimento di ingegneria sociale. Accogliere in meno di un anno sul proprio territorio oltre un milione di profughi e’ qualcosa di mai visto in occidente e comporta politiche di integrazione per molti versi inedite e tutte da esplorare. Assorbire una comunità’ di tale grandezza senza, si spera, annullarla culturalmente e’ impresa a dir poco titanica, ma non impossibile. La sua riuscita permetterà’, tra l’altro, all’economia tedesca di avere a disposizione a basso costo manodopera qualificata e ad allontanare nel tempo, grazie ai versamenti di questi nuovi e per la gran parte giovanissimi lavoratori, l’incubo della crisi pensionistica.
I fatti di Colonia sono, purtroppo, anche un’insperata occasione per certo pattume ideologico che demagogicamente cerca potere e consenso nell’alimentare la paura dell’altro. Per questa gente senza scrupoli, profughi ed immigrati sono nemii assoluti dei nostri valori. Profugo, immigrato uguale criminale e stupratore. Hanno attaccato le “nostre” donne perché’ per loro le donne sono solo oggetti del più’ bieco desiderio sessuale. Ridicolo. Penoso.
E’ indubbio che la nostra concezione dei diritti delle donne sia diversa da quella del mondo arabo o di quello africano. Vissuti, consuetudini, credenze secolari, sono diversissime. Eppure queste diversissime concezioni hanno un tratto fondamentale, il più’ significativo, in comune. Ad ogni latitudine, purtroppo, le donne sono “nostre”, cioè’ degli uomini.
Le “bestie” in azione a Colonia mai si sarebbero permesse certi comportamenti a casa propria. Le sanzioni per certi comportamenti, nei paesi arabi, sono a dir poco feroci. La donna e’ proprietà’ dello sposo e della sua famiglia e ogni attacco alla proprietà’ privata prevede pene che spesso sono capitali. Le donne di Colonia non erano le loro, anzi apparentemente erano di tutti, come raccontava il nuovo habitat, bastava solo approfittare dell’occasione. Per alcuni di questi profughi ed immigrati tanto e’ bastato per passare all’attacco.
E’ evidente che siamo di fronte a sussulti gravissimi che interrogano i meccanismi e le politiche dell’integrazione. E’ lapalissiano che ci si debba interrogare ed interrogare su quanto ancora sia lungo e difficile il cammino per un vero riconoscimento della donna come persona. I nostri maschi, certi nostri sciacalli, pero’, pretendono vendetta e gridano all’invasore. “Queste sono le nostre donne”. Nostre!
Si, perché’ ad ogni latitudine, ancora oggi, le donne, soprattutto i loro corpi, sono proprietà’ degli uomini al di la’ di ogni differenza culturale. E quei corpi altrove velati e nascosti in ogni modo, da noi, per di più’, sono invece proprietà’ di tutti. Il corpo delle donne e’ merce esibita ad ogni angolo, su ogni muro delle nostre città’.
Quel corpo, la sua proprietà’, il suo uso, e’ promessa pubblicitaria e sogno realizzabile da tutti, ovviamente tutti quelli capaci di poterlo comprare e pagare con briciole di potere o soldi. L’uomo di successo nostrano e’ quello che può’ averne tanti e dei più’ belli. L’harem da noi non e’ solo paradiso promesso, ma possibilità’ concreta di chi ha potere e ricchezza sufficienti a poterselo permettere. In Italia abbiamo avuto un presidente del consiglio che niente aveva da invidiare, in tal senso, ad un principe saudita ed il cui diritto sul corpo delle donne, anche di quelle minorenni, e’ stato difeso a spada tratta dagli sciacalli che ora gridano allo scandalo per i fatti di Colonia. Gli stessi sciacalli, nostri padri, figli, fratelli, sposi e fidanzati, che in tanti, a torme fameliche, ingrossano le fila del turismo sessuale, dello stupro di massa di giovanissime negli angoli più’ poveri del pianeta, solo perché’ forti del potere che una manciata di biglietti verdi da loro su quei poveri corpi. Quelle ragazzine non sono le “loro” donne e per quelle ragazzine di altri mondi la nostra cultura non vale e si può’ essere predatori sessuali liberamente e finalmente senza infingimenti di alcuna natura. Mille e mille Colonia ogni giorno, ma nessuno grida allo scandalo….

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