Gruppo X

LA GUERRA DELLA FRANCIA E NOI

Siamo in guerra. La Francia l’ha dichiarata allo Stato Islamico, quelli dell’Isis, per intenderci, l’ha “iniziata” senza consultare nessuno ed ha poi siria 1chiesto la solidarieta’ europea. Immediatamente accordata.Sarebbe molto semplice contestare che un’entrata in guerra e’ cosa talmente seria da dover passare al vaglio dei parlamenti, cioe’ dei popoli europei. Ancora piu’ semplice, poi, ribadire che nel caso italiano la Costituzione lo proibisce espressamente. C’e’ dell’altro, se possibile ancora piu’ grave ed allarmante.Con questa decisione si e’ di fatto riconosciuta l’esistenza di uno Stato Islamico. Si e’ di fatto consacrato che una banda di terroristi assassini che ha in pugno un vasto territorio a cavallo di Siria ed Iraq, acquisito e mantenuto con il peggior terrore ed orrore, e’ invece una realta’ politica. Un successo clamoroso per l’Isis che da oggi potra’ vantare se stesso come l’emblema dell’Islam aggredito dai diavoli infedeli e dalle siria2corrotte monarchie del golfo.Il modo di procedere francese, poi, e’ tuttaltro che democratico ed europeo. E’ avventurismo puro, come accade purtroppo impunemente da troppo tempo.Un piccolo paese che siede in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, occupando arbitrariamente il posto che spetterebbe di fatto a realta’ geopoliticamente piu’ rilevanti, ci trascina in guerra. Un paese che occupa una posizione tanto importante, grazie al voto servile delle sue ex colonie mantenute tali e al furto sistematico dell’uranio nigerino e non solo che gli permette di essere potenza nucleare, detta oggi, ma e’ successo tante, troppe, altre volte la politica estera degli europei. Follia pura!Cito solo gli ultimi esempi dell’avventurismo neo imperiale, delle velleita’ di grandeur francese. Libia e Siria. Abbiamo invaso la Libia, armato di tutto punto realta’ tribali, per mandar via, ed eliminare, il tiranno Gheddafi. La Francia e’ stata capofila di questa operazione tanto disastrosa da costare non solo decine di migliaia di vite umane e distruzioni materiali inenarrabili, ma di dissolvere di fatto quel paese e ridurlo a feudi tribali in sanguinosa lotta tra loro. In questo orrore sono cresciute milizie islamiche feroci ed armatissime tali da permettere all’Isis di affermare i essere ad un passo da noi, a pochi chilometri da Roma e dal Vaticano.Analoga, addirittura peggiore, la situazione in Siria. E’ stato alimentato, Francia in testa, un conflitto che ha raso al suolo un paese bellissimo, provocato centinaia di migliaia di morti ed il piu’ grande esodo di profughi della storia recente. Un conflitto che dura da anni e che non vede soluzioni possibili. Un conflitto in cui le armi che uccidono e devastano sono direttamente, o per triangolazione, le nostre. Un delirio in cui l’Isis ha potuto crescere a dismisura. Una follia sanguinaria tale da permettere la barbarie periodica di bombardamenti- la Francia ne aveva fatti alcuni qualche settimana prima degli attentati a Parigi- non autorizzati se non da velleita’ si singoli stati.Di questo passo si va verso il baratro, si va davvero verso la guerra. La guerra dei francesi non mi interessa, non puo’ interessare nessun democratico. Vanno cercate soluzioni ai conflitti. innanzitutto a quello siriano. E’ l’unico vero modo per tagliare le gambe ai terroristi dell’Isis e riportare gradualmente la pace in quelle martoriate zone.La lotta all’Isis puo’ solo essere soluzioni politiche accompagnate da operazioni di polizia internazionale che ne blocchino la capacita’ operativa a partire dai finanziamenti che questa gente ha ricevuto e continua a ricevere anche da chi oggi dice di volerli combattere. Va immaginata una nuova politica per il medioriente che dia speranza alla sua gioventu’, che faccia giustizia dei torti subiti e spenga il fuoco della disperazione cieca che spinge tanta di quella gioventu’ verso le fila delle organizzazioni terroristiche, dei loro capi spietati e degli ancor piu’ spietati loro manovratori. Bisogna finalmente affrontare e sciogliere i nodi della questione palestinese, di quella curda. Mettere fine al massacro della minoranza sciita in Yemen e arginare le geopolitiche assassine di Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo, nostre cosiddette alleate.E va chiuso il capitolo antistorico e da sempre foriero di tragedie geopolitiche che e’ la possibilita’ per un piccolo paese come la Francia di trascinare aree del mondo verso terribili avventure.

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